mercoledì 30 aprile 2008

martedì 29 aprile 2008

Poesia del giorno: Michele Simone

Fra ricami di cielo
Schisti di luce
Raccolti sulle colline
E il vento infuria
Scagliando riflessi
Spersi
Ovunque.
Disarmonia della quiete

lunedì 28 aprile 2008

Poesia del giorno: Davide Canzi

Lamenti orfani



Ti seguo da lontano

Con i miei sentimenti

Li tengo legati al collo

Per guardarli e piangere

Ho vissuto come un’asceta

In mezzo alla gente

Ho seminato speranze

In ogni dove

E la bufera le ha sparse

Rendendole orfane

Cammino per strada

Stringendo la tua immagine

Non ho tue foto

E non riesco a sorridere

Rimpiango i tuoi occhi

Che mi guardavano distratti

Percorro i vicoli

Di questo cimitero

di emozioni e lacrime

la vita mi ha fatto male

e le ferite sono profonde

sento il sangue

colarmi dalle vene

mi siedo su una lapide

e penso al futuro

i crisantemi hanno un colore vivo

i miei pensieri sono in bianco e nero

mi addormento

e ti rincorro nei sogni

sei distante anche nel mio subconscio

mi sveglio con gli occhi gonfi

e mi sfogo in un pianto

ho dimenticato

il sapore dell’amore

torno a casa

con gli occhi lucidi

e la pioggia nasconde

le mie lacrime

domenica 27 aprile 2008

venerdì 25 aprile 2008

Poesia del giorno: Orazio


Carpe diem (Quinto ORAZIO Flacco, a Leuconoe, Odi, Libro Primo, II)

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius quicquid erit pati,
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Tu non cercare di sapere, è sacralmente vietato saperlo, quale destino gli dei abbiano assegnato a me e quale a te, Leuconoe, e smettila di interrogare i calcoli babilonesi. Quanto è meglio sopportare ed accettare qualunque cosa accadrà!,
sia che Giove ci conceda di vivere molti altri inverni,
o solo quest'ultimo, che ora stanca il Tirreno infrangendolo contro le opposte scogliere: sii saggia, filtra i vini e nel breve spazio della vita tronca la lunga speranza. Mentre parliamo, ecco il tempo geloso sarà già fuggito: afferra il giorno che passa, fida il meno che puoi nel domani.

giovedì 24 aprile 2008

Poesia del giorno: Lorenzo Andrea Paolo Balducci

Lacrime di tergicristallo e nebbia,
lacrime di pianoforte, piano.
Peana
per un'altra notte da bruciare in fretta,
per altre sigarette da
mangiare.
C'è silenzio, ora c'è silenzio,
però ancora non si sente ciò
che penso.
Vecchi cuori da gelare ancora,
sotto chili di sorrisi senza
amore.
Abitacolo buio.
Astronauti muti.
Esploratori rubati
a qualcosa
che assomigliava al sonno.

mercoledì 23 aprile 2008

Arturo Fiesta Circo

martedì 22 aprile 2008

Poesia del giorno: Rosanna Palmieri

Tempo di mezzo


Affondo mani da macello
nella mia carne sterile,
rovisto tra le viscere
sorde alla mia sorte,
il corpo se ne frega
di quel che sente il cuore,
l' utero ricolmo
di niente di nuovo
si libera dell'ennesimo,
improbabile germoglio,
m' insanguina altre notti
gonfie di desiderio,
mi sfianca altre giornate
pigre e disabitate,
mi batte implacabile
un tempo di mezzo,
male raccordato
a un prima e a un dopo,
catena ben incominciata,
che si smaglia dal centro
per non so dove.

lunedì 21 aprile 2008

Poesia del giorno: John Sbranza

Alta marea
(vieni tu per coprire il dolore)

Avrò un Bar nell’Atlantico
dove nessuno vorrà ricordare
perché chi perde l’anima ha solo ricordi
di bellezze annientate dalla vita
che pesanti ma belle si rendono uniche
nei suoi gesti
Ci sarà un amico migliore da stuprare come
puttana
ed una mente da straziare per rendere liberi
gli ultimi sospiri di rancori
entusiasmati dalla sorte
… e così sarà per lei
che ti sfiorerà le mani nel passato
che ti aspetterà sulla porta per chiudertela in faccia
per renderti il primo di cento milioni
e chiamarti per caso in una notte d’aprile
Avrò un Bar nell’Atlantico
per servire ricordi
e non scordare mai
le imposizioni subite
… e così morirò di dolore
e così la mia anima perduta
e così di tanto in tanto
per gridarti “Ti amo”.

domenica 20 aprile 2008

Sul Nero

venerdì 18 aprile 2008

Poesia del giorno: Davide Canzi

NEL SILENZIO

Anche il silenzio parla,
ma non fa dormire,
ci stordisce,
mutandoci l’espressione,
brandisce la nostra corteccia,
e distrugge il contenuto,
nutrendosi di neuroni,
corrodendo i buoni pensieri,
svuotandoci…
Crudele!
Cenere torneremo presto,
ed il vento,
ci spingerà ai confini del mondo
lasciandoci dispersi
in silenzio,
nel silenzio…

giovedì 17 aprile 2008

Poesia del giorno: Erminio Giunta

Figli

Siamo figli di fiori di plastica,
fragili,schizzofrenici,
tagliamo il cielo a metà
come sottili arcobaleni neri,
maledicendo coloro
che indifferenti
ci strappano gli occhi e le piume;

siamo la risata isterica
la nevrosi
i denti digrignati
nel buio delle nostre stanze
siamo la noia e la menzogna,
di notte cavalchiamo
bianchi destrieri alati,
ma quando sorge il sole,
cigni di carta, affondiamo
nelle acque malate del Lambro.

mercoledì 16 aprile 2008

MINUTE STANZE. MARCO MORGAN CASTOLDI

Minute Stanze è un progetto video ideato da Graziano Staino nella forma di un visionario percorso musicale che trascina lo spettatore verso un mondo sommerso. Le tappe di questo poetico viaggio sono segnate da nove ideali stanze della durata di un minuto ciascuna. Oscure immagini in movimento nascono dal contrasto di luce e ombra accompagnate dalla musica di alcune delle personalità più significative del panorama musicale italiano: Morgan (Heart of Mother), Afterhours Compleanno di Andrea), Cristina Donà (In fondo al mare), Marco Parente (Amore e Governo) e ancora un minuto di Paolo Benvegnù, A Toys Orchestra, Micevice, Songs for Ulan e Lorenzo Corti.
Elemento centrale di queste Minute Stanze è quindi l'acqua, vista come l'elemento dove rifugiarsi immersi in una atmosfera senza tempo dove si placano le voci e le minacce del mondo reale.un posto dove trovare pace.
Presentato in vari festival internazionali e mandato in onda nella trasmissione Fuori Orario su raitre,minute stanze e' adesso visibile su Youtube.

martedì 15 aprile 2008

Poesia del giorno: Alessio Caccavale

SCOMMESSA A UN POSTO DI BLOCCO

Sono di fretta, mi lasci passare.
Mi hanno appena pagato,
DEVO scommetter la vita su cose truccate.
Sempre.
Si può? Ci può scommettere agente,
e ogni volta pensando di vincere.
E la sua folle velocità, il cellulare,
la cintura e i fari?
Mi gioco tutto, ce n’è anche per lei,
se mi lascia andare.
Come premi può ritirare fallimenti,
in contanti, da noi in caserma.
Come promesse di felicità,
le inviamo a casa,
assegni postdatati.
Tutti vivono per soldi,
ed io che respiro promesse,
salto un passaggio e fingo
di adattarmi allo spietato mondo
di sigarette senza filtro,
birre senza alcol,
guida senza patenti.
Ha vinto l’Inter ieri sia allegro…
-Provare a sfogliare una gazzetta rosa,
non mi rende parte del tutto,
solo filo interdentale per denti marci,
come quelli della sua bocca schifosa.
Ha gli occhi gonfi e neri,
di giuramenti irreali
e fazzoletti sporchi di muco
pieno di cocaina.
Sono nauseato,
chissà che andare a piedi
non mi tolga un po’ di merda di dosso.
Si tenga tutto,
cambio lavoro,
sarò un cacciatore di mulini a vento,
a caccia di rose.
Fiori tremate.
Ed ho già la tessera del sindacato.
Comprerò un fucile ad aria compressa
E poi bam bam bam…-
Ci vediamo in caserma domani
Ci può scommettere…

lunedì 14 aprile 2008

Poesia del giorno: Michele Simone

Guardo con occhi asciutti per meglio vedere
L’ intimo distacco che si crea nel mondo
E vedo con sguardo incerto
Il vuoto relazionale
E sento con animo arreso
Il nulla propagarsi
E affoga
Il disperato urlo
Che sorge imponente
Per spegnersi
Subito,improvviso,
in un disarmante squallido silenzio.

Girando solo per città sconosciute,
-anche i sogni…-
passi che si susseguono,
senza il conforto di
sonori rimandi accanto.

domenica 13 aprile 2008

La domenica poesia d'autore

"Quand’anche Babilonia s’elevasse fino al cielo,
quand’anche rendesse inaccessibili i suoi alti baluardi,
le verranno da parte mia dei devastatori, dice l’Eterno.
Giunge da Babilonia un grido,
la notizia di un gran disastro dalla terra dei Caldei.
Poiché l’Eterno devasta Babilonia...
Così parla l’Eterno degli eserciti:
le larghe mura di Babilonia
saranno spianate al suolo,
le sue alte porte saranno incendiate."

(Geremia 51:53-58 - L).

V'aspetto questa sera all'Arci Gandhi di Carate Brianza,
ore 19.30.

sabato 12 aprile 2008

Il Sabato del Villaggio: J.F.Kennedy

(...)Ciò che vale per questa città, vale per la Germania. Una pace veramente durevole
in Europa non potrà essere assicurata fino a quando a un tedesco su
quattro si negherà il diritto elementare di uomo libero, e cioè quello della libera
scelta. In diciotto anni di pace e di buona fede, questa generazione tedesca
si è guadagnata il diritto di essere libera e con esso il diritto di unire le
famiglie e la nazione in pace durevole e in buona volontà verso tutti i popoli.
Voi vivete in un'isola fortificata della libertà; ma la vostra vita è parte della vita
del mondo libero. Vorrei quindi chiedervi, concludendo, di levare il vostro
sguardo al di là dei pericoli di oggi e verso la speranza di domani, al di là della
semplice libertà di questa città di Berlino o della vostra patria tedesca e
verso il progresso della libertà dovunque, al di là del muro e verso il giorno
della pace con giustizia, al di là di voi stessi e di noi, verso l'umanità tutta. La
libertà è indivisibile, e quando un uomo è in schiavitù, nessun altro è libero.
Quando tutti saranno liberi, allora potremo guardare al giorno in cui questa
città sarà riunita - e così questo Paese e questo grande continente europeo - in
un mondo pacifico e ricco di speranza.
Quando questo giorno infine verrà - e verrà - la popolazione di Berlino Ovest
potrà avere motivo di misurata soddisfazione per il fatto di essersi trovata
sulla linea del fronte per quasi due decenni. Tutti gli uomini liberi, ovunque
si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di
dire: Ich bin ein Berliner.

venerdì 11 aprile 2008

Poesia del giorno: Francois Villon

BALLATA DI MARGOT LA CICCIONA


Se amo e servo la mia bella con devozione,

forse mi ritenete vile o stolto?

Le sue virtù sono arcinote a tutti,

per il suo amore io sono pronto a battermi.

Quando vengono i clienti corro coi bicchieri,

verso il vino senza spanderne una goccia,

reco acqua, formaggio, pane e frutta.

E se pagano bene dico: "Agli ordini!

Tornate pure quando siete in fregola,

in questo casino dove ce la spassiamo"



Ma qualche volta scoppia una gran lite,

capita se Margot viene a letto senza soldi,

non la posso vedere, la odio con tutto il cuore.

Le prendo allora i vestiti e la cintura

E giuro che me li terrò come pegno.

Coi pugni sui fianchi lei mi grida "Anticristo!"

e promette nel nome del Salvatore

che me la farà pagare; io afferro un tizzone

e minaccio di sbatterglielo in faccia,

in questo casino dove ce la spassiamo



Poi facciamo pace e lei emette un peto

più velenoso di un laido scarafaggio.

Ridendo m'assesta un pugno sulla testa,

"Bello" mi chiama e mi batte sulla coscia.

Ubriachi dormiamo come ghiri.

E quando si risveglia con la voglia,

per godere di più mi monta a cavallo;

sotto di lei sono come un asse appiattito

e il gran scopare mi riduce uno straccio,

in questo casino dove ce la spassiamo.



Vento, tempesta, gelo, il mio pane è sicuro;

Io sono un porco, porca è la mia compagna

Lei ed io siamo bene accoppiati,

L'uno vale l'altra: io il topo, lei la gatta;

Osceni siamo, l'oscenità ci segue;

Non vogliamo l'onestà, non è di casa

in questo casino dove ce la spassiamo.

giovedì 10 aprile 2008

Poesia del giorno: Danilo Pettinati

SCENDO

Negli anfratti dove si fa la storia
per quelli che la storia la fanno
e non ci vivono soltanto. Gli ultimi
si chiamano e sono vivi, leggermente
offesi dall’opulenza degli altri
ed io tra loro, solo, mi sento
vivo. Perché difforme.
Siccome informe non trovo
che giù nell’infernotto, respiro
come il mio, comico e grave, leggermente
acerbo, spina nel fianco d’un sentire
come odore muto di legnaia. E mischio
comico e grave, per quanto so fare
a volte ribrezzo tanto mi sento,
per quanto solo, vulnerabile.

mercoledì 9 aprile 2008

Io?Drama. China sulla fine del mondo

Stasera Fabrizio Pollio (io?drama) e Marco Bugatti (Grenouille) @ Arci Tambourine, via Carlo Tenca 16, Seregno (MI)

martedì 8 aprile 2008

Poesia del giorno: Davide Canzi


deja vu di un deja vu

a volte stacco la mente
e compio viaggi eterni
devo paesaggi
scrutando tra i pensieri
ho avuto un deja vu di un deja vu
un'epifania al quadrato
la sensazione di sognare
quel che sto vivendo
in un sogno
mi ha colto d'improvviso
in contropiede
perfettamente spiazzato
volgo lo sguardo
guradandomi attorno
...nessuno se n'è accorto!
ho fatto un passo nel futuro
percorrendo il passato
ho invaso un campo proibito
ma nessuno mi ha visto...
Non sono allineato
con il resto dle mondo
ho un passo irregolare
mi fermo spesso
a pensare al tutto e al niente
sono confuso
rinchiuso in un'altra dimensione
perfettamente
inserita nella vostra
e ogni tanto
quando apro gli occhi
sogno deja vu....

lunedì 7 aprile 2008

Poesia del giorno: Paolo Ornaghi


ANNA SA DI SABBIA

In definitiva questo è il posto sbagliato ed è la tua piva ad avermi stancato.
C’è Cristo appoggiato al bancone di un bar - nessuno l’ha visto iniziare a sputar.
Ci son pargoli che bevono fuoco mentre scendono al mare. C’è sangue sul tuo letto e persone che voglio incontrare e quando tu piangi invocando il tuo sole io so di esser falso e son solo parole.

Nel silenzio di una notte veloce e inconsapevole grido il tuo nome: “sei Tu il colpevole!”.
Vedo gente a me simile che si stringe la mano, vedo uomini assurdi temporeggiare lontano.
Quando ti chiedo soldi tu mi dai legno, quando ti sento ghignare scoppio di sdegno.
Ti succhio la mente o ninfa beata, come una sanguisuga ai tuoi pensieri avvinghiata.

Tu stessa l’hai detto indicando costoro, io invece gli ignoro, io invece gli ignoro.
Son le persone positive che rincorrono il vento, son le persone positive che soffocano il sentimento e quando li guardo che perdono tempo fan solo dei versi che si dissolvono a stento. Fra tutte le macchie e il sudore fetente io amo il tuo cuore e questa mia gente.

sabato 5 aprile 2008

giovedì 3 aprile 2008

Da Berlino Est

Le donne sono come le periferie delle
metropoli,
fanno tutte cagare.

Lorenz Andrehe Paolen Balduccen

mercoledì 2 aprile 2008

Da Berlino

Un riflusso di luce
nell´Est del mio cuore

E
neanche
Ti ho
Chiesto
il Nome.


Matteo Potzen,
critico d´arte danese
e astronomo di fama
mitteleuropea.

martedì 1 aprile 2008

Da Praga

Innamorati ci siamo
della fata verde
degli Assenzi.