venerdì 2 gennaio 2009

Da "Le Miserie dell'Insonne"

Versi dell'anno nuovo.


Ho dormito per troppo tempo su materassi di lacrime
per sognare in notti brutali di te regina
fra le mie dita e di come ti avrei amata
un po' di notti alla volta.
Potremmo pulirci il vomito e guarirci
se un giorno
per me ci fosse
salvezza e per te un nome nuovo,
che vorrei darti ma che è tappato
nelle cancrene di ieri, quando
bambino bevevo apocalissi e poi
adulto sputavo il mattino.
Forse mi sto staccando e cadendo,
marcio e sporco
come la poca
neve in strada là fuori.
Che è sera di nuovo in periferia.
Fra i petardi inesplosi e il pianto
dei fuochi artificiali.
Fra le pozzanghere
del nostro
primo gennaio.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Stupendo sentimentalismo interiore..peccato che solo soffrendo si possa scrivere cose cosi' belle...PErchè poi non si sa mai se ritenersi fortunati o sfortunati di tutto ciò...

Sempre sindaco di Budapest!


J.Sbranza

Anonimo ha detto...

concorco con john, nella sofferenza si scrivono le poesie piu belle,non ha caso vorrei ricordare una citazione

le poesie hanno i lupi dentro!

ed è proprio vero

ciao a tutta budapest buon anno nuovo!

dave-

Anonimo ha detto...

cristo,davvero bella solo oggi la leggo,fanculo l'anno nuovo

Ale o

ale oste ha detto...

E’ dura incontrare un commerciante di birre.
Pensa nella sua bottiglia ben etichettata
di potersi bere anche te in un sol sorso.
E lo ritrovi con il sorriso beffardo,
quando tu cedi sotto i colpi dell’alcol,
una partita che non si gioca per neve.
Pronto a mettere le tue lacrime,
in un vasetto di marmellata felina.
Il depravato, adulto con la fame
da bastardo di un adolescente.
Non insegnerà a me il meccanismo a pompa,
sono più bravo a parlare, con la bocca.
Ed ora sono stanco.
Stapperò una bozzaa di vino,
quello rosso, senza bollicine.
Tu scoreggi nei tuoi fusti,
io ho imparato a cagare fiocchi di neve.
E sorridere di me.
E’ una virtù senza luppolo,
dal doppio smalto.
Hai retto il confronto con forza femminea,
io bevo per scrivere poesie,
tu per ridere di un ubriacone.
Sei furbo,stappa o raddoppia.
Sei tornato davvero per vedermi
amare solo negli straordinari detassati?
La pazzia non è mai stata così razionale.
C’è chi va con un commerciante,
chi con un bevitore.
Le prime sono donne.
Le seconde sono compagne.
Tu scopi duro,
io mi tolgo la polvere dalla giacca.
Forse è meglio un ‘orgia
per moltiplicare il vizio
e farlo diventare vurtù dei numeri.

C.F.F. e il Nomade Venerabile ha detto...

Bellissima poesia... bellissime immagini... amo questo Blog...