giovedì 20 dicembre 2007

Poesia del giorno: Erminio Giunta


IL PAGLIACCIO
(The importance of being joker)

La pioggia batte
e corrode la pelle
di un'altra giornata
inutile e umiliante.
Inutile come le altre
nè più nè meno,
chè è l'unico modo
di vivere che so.

Ho indossato di nuovo
il vecchio cappello da pagliaccio,
mi son truccato il viso
per esser più patetico,
sulle gambe le braghe
lacere d'ogni giorno
e i piedi nudi
(che siano liberi
almeno loro),
ogni dettaglio sia curato
che il ruolo del buffone
non può essere frainteso!

Trionfante ,
faccio la mia entrata nel salone
dove voi profumati e imbellettati
attendete al galà delle banalità,
al granballo dei benpensanti.

Ho danzato anch'io,
come scimmia ammaestrata!
Ho cantato,bevuto,vomitato finchè
gentilmente mi è stata
mostrata la porta.

Ora si che posso
camminare a testa alta
toltomi il peso
di dover giustificare la mia assenza
da questa pantomima
che chiamate esistenza.
Ora posso godere,
seduto su un marciapiede
mentre il cielo mi sputa addosso,
amara e meritata solitudine.

(Fotografia di Barbara Asnaghi)

mercoledì 19 dicembre 2007

Poesia del giorno: Stefania Vuolo


Una finestra


Mondi di vetro
forse non vi capisco.
Luna blu, stelle di gru,
mi stendo sui tuoi occhi.
Non ho paura di cadere.
No, no, non cado…
Guardo solo all’insù,
stelle e soffitto.
Qualcuno ha lasciato
una finestra aperta
o era solo rotta
spaccata tristezza?
Voglio star così,
dentro te.
Dormiamo qua stanotte?
Forse ho paura.
Voglio star così,
entrare in questi tubi.
In due si può?
Io cantavo, cantavo,
canto ancora.
Balliamo anche?

(Fotografia di Barbara Asnaghi)

martedì 18 dicembre 2007

Poesia del giorno: Rosanna Palmieri


Dopo il volo



Cingimi come l'orizzonte fa col mare
nel punto in cui la terra sfiora il cielo,
perdonami la vertigine violenta
di questa eterna assenza di definitivo.

Leggimi sulla pelle le parole,
che sa tacere il labbro ormai serrato,
resisti alla curiosità morbosa
di scoprire come finisce il gioco.

Succhiami via dal bozzolo del cuore
le lacrime raggrumate del rimpianto,
rinsegnami a camminare dopo il volo,
a improvvisare la vita dove il dolore azzanna.

(Fotografia di Barbara Asnaghi)

lunedì 17 dicembre 2007

Poesia del giorno: Michele Simone


Attardarsi, sul crinale del buio,
e assecondare il silenzio e la notte:
celandosi dietro maschere oscure,
per filtrare le emozioni,
e guastarsi nascosti con le irruzioni
di risa sui visi altrui.
Ed ecco fuggire sul muro
Il guizzo veloce di un’ emozione,
scatto dall’ inerzia
verso un fulgore innocentemente
acceso
sul pallore delle tue guance.
Riveli più vita ora, sola,
perduta nel patetismo dei tuoi rimorsi
che prima,
quando carica di verecondo amore
solevi accompagnare le mie imprecazioni
con timidi sorrisi, e poi infuriata
mi spingevi al rimorso, e ci riuscivi.
Non era sudditanza emotiva,
la mia, che mi avvicinava a te?
Non era l’ inaridirsi di un’ incantevole passata
Emozione?
Non so,
e non riesco a capire.
Non resta che osservare e osservarsi e scongiurare
forse,
l’ errore.

domenica 16 dicembre 2007

La domenica poesia d'autore: Ugo Foscolo


Alla sera

Forse perché della fatal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge

sabato 15 dicembre 2007

venerdì 14 dicembre 2007

Poesia del giorno: Irene Leo


Il tuo profumo


Tu hai il profumo della pioggia.

Casca liquida la veste mia smarrita in un angolo di ieri.

Serena di nuvole, della Pace intesso il nome, guardandomi.

Tu hai il profumo della pioggia,

quando il coro dell'Alba ti carezza la pelle.

Sbiadisce il nero, il colore del mare mi veste ora.

Ora che la pioggia ha smesso di scorticare le mani aperte

e tu porti solo il profumo di un attimo d'eterno.


(Fotografia di Barbara Asnaghi)

giovedì 13 dicembre 2007

Poesia del giorno: Alessio Caccavale


SIGNORA M A SAN SALVATORE

Tradito, tradito di nuovo.
Dal selciato confidente cyraneo
mentre la vita sta per scappare
da un volante in corsa folle,
per recuperare il tempo perso
e mai ritrovato nei miei libri.
Perso il controllo e pronto alla morte mia,
provo a proteggere il tuo fantasma di sconosciuta,
chiuso impercettibile
dentro una cintura di sicurezza,
e trovo un pretesto per piangere
la tua nuova disparita.
Una frenata accesa,
lo strepitio delle gomme roventi,
lo sguardo impaurito di un amico
che vede il fallimento in crescendo.
Un botto,
la strada tagliata nel mezzo
come le mie palle scarne da un neo.
Poi un colpo di telefono,
freddo, cinico e spietato,
come quello che mi aspetto da
Signora M da un po’ a questa parte.
Il destino mio è questo,
intatto e lucido per vedere le mie malefatte,
integro e roccioso nel fisico,
molle e desolato nell’animo.
Il carro di Signora M sta arrivando,
magari fosse per me,
è solo per un’altra bella compagna
che se ne va senza salutare.
Tra le le rovine, bastano due sguardi.
Invano ho ricominciato a rincorrere il tempo,
sulle vie impostore di San Salvatore,
carico il cadavere con un vecchio
più utile e in forma di me
e vo via morente,
vivo più che mai.
Strizza l’occhio cieco
e vestito di uno scollato vestito
e di un aspetto elegante di donna.
mi seduce e se ne va
Ed io grasso alcolizzato,
accendo l’ennesimo lumino,
attendendo il buio eterno.

(Fotografia di Barbara Asnaghi)

mercoledì 12 dicembre 2007

Poesia del giorno: Davide Canzi


ALPHABETIC IN ZERO


Ascoltami
Biascicare
Con
Determinazione
E
Fottimi
Gelida.
Ho
Incontrato
Lei
Ma
Non
O
Parlato
Quanto
Richiesto...
Svuotandomi
Temporaneamente
Uno
Vagamente
Zero
1
2
3
4
5
6
7
8
9
.
(Fotografia di Barbara Asnaghi)

martedì 11 dicembre 2007

Poesia del giorno: da "Budapest"


Pene di un esteta mesto
(Alla caducità)

Non ho mani per toccarti,
solo occhi per guardarti.
Hai avuto l’amaro privilegio
di cancellare l’innocenza
dal mercato
dei miei gesti.
Bisogna continuare
perché la gente ha bisogno
di ridere,
i muri di lacrime.
Con cui verniciare
icone infedeli
da adorare in punta di piedi.
In ginocchio si stia
solo di fronte all’assenza.
Si resti fermi solo di fronte ai giorni perduti,
non si viva ma si muoia
nella tristezza della dolcezza
scivolata via dagli occhi,
straziata nella carne gelata
che si strugge per quella di lei
che accoglie primavere e
gode,
come io muoio.
Tutto si ripete,
che non si capisce,
che non sono capace,
che spreco giovinezze,
che ubriaco i miei passi di vini nobili e
tormento i miei pensieri dell’Est,
che ammalo la luna
e brucio soli e solitudini
per quel che è andato e quel che nasce già
spegnendosi.
E tutto si ripete di fronte
alla bellezza.
E tutto si ripete amor mio.
Non ho mani per toccarti,
solo occhi per guardarti.
(E’ l’alba,
il peruviano vende la sua ultima rosa).
Domani sarà lo stesso.
Perdonalo
tu
l’Alto dei Cieli.

(Fotografia di Barbara Asnaghi)