lunedì 8 settembre 2008

Erminio Giunta


Siedo e osservo
schierate in fila di fronte a me
le teste impalate
di tutti i miei io,
mentre tu
immobile nel tuo labirinto,
tra odor di cenere
e di sangue
scuoti a tempesta
le tue catene
e stringi forte
la luna tra i denti.

Non c'è nessuno
che ci possa,
che ci voglia salvare,
mia triste regina,
nè esiste ragione per farlo:
è questo il nostro destino,
sacrificati su un altare
troppo grande
troppo bianco per noi,
arsi sul fuoco sacro,
che tanto amavamo osservare.

4 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Penso che il dipinto di Albrecht Durer (1471-1528) materializzi al meglio questi versi meravigliosi.

Anonimo ha detto...

grande erminio giunta!!!

è tornato con un pezzo stupendo
un complimenti è dovuto!
veramente bella

ciao a tutta budapest
ci si vede presto tra le vie della brianza

dave-

Lois (ehssì!) Balducci ha detto...

Grande Mino! Sarà anche che non scrivo da mesi (ringraziami, Mondo!), ma i suoi lavori mi colpiscono sempre a fondo

LtV

Anonimo ha detto...

pezzo davvero bello mino, un inchino
a presto

non scrivo da tempo ma gestisco meglio le emozioni e scopo di piu
che il vino sia sempre con noi.

alexin kafkavalen