giovedì 3 gennaio 2008

Poesia del giorno: da "Budapest"


Gennaio e la neve


E’ mostruoso rendermi conto che
c’è lei nella bocca che ti sta
mordendo,
in queste mani che si stanno intrecciando stanche
alle tue,
nella sorpresa di vederti per la prima volta
straniera.
Dopo così tanto tempo. Mi dispiace,
affonda pure il viso nel mio
finto abbraccio freddo.
Tu non mi conosci, meglio così, forse.
Ora questa notte che sa d’acciaio si scioglie
e ci cade addosso come un lenzuolo bianco dal cielo.
In memoria di lei
mi viene addosso
quella sera in cui pioveva e decisi di bagnarmi,
quel pomeriggio in cui bambino
mi portarono
a vedere il mare.
Com’è lontano l’odore delle stelle.
Vorrei bere, bere, bere
fino a sciogliermi nel bicchiere.
Non c’è la sua mano a cui potermi
aggrappare,
ma solo qualcosa da mettere in più
in bocca al dolore.
La neve fuori dalla finestra continua lenta a cadere.
Sempre rimane la nostra parola peggiore.

13 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

E' roba vecchia,ma evidentemente ancora attuale.Naturalmente per me.

daventi ha detto...

caro sindaco la trovo molto attuale anche per me ...
la neve nella sua purezza e la sua delicata cadenza ci ipnotizza e ci corre tra i pensieri aprendo porte delicate e nascoste, risvegliando in noi ricordi lontani in una bianca malinconia


SOFFICE LA NEVE

soffice la neve
mentre si posa sulla testa
vaghi ricordi di malàstrada
solo ieri ne percorrevo le vie
e m'inebriavo di gotici sapori

soffice la neve
di questa sera stanca
mi rende ebbro..
ebbro di speranza
di una vaga e sincera certezza

soffice la neve
domani già ci guarda
aspettandoci tranquilla
e mentre ci coccola
ricopre le nostre impronte
con un bianco velo


-il principe di praga-

cri di studio aperto ha detto...

Sondaggio del mese di gennaio.

Perchè il sindaco dall'inizio del 2008 aggiorna il blog di sera e non più di prima mattina? Tirate fuori le vostre ipotesi!

Il Mio Cizio Inutile ha detto...

Perché l'anno bisestile richiede piccole rivoluzioni di stile. Io ad esempio mi sono tagliato la lunga e nera treccia da vietnamita per fare spazio a dei bellissimi boccoli biondi. Fermate la neve.

Il Mio Cizio Inutile ha detto...

Firmate la nave.

daventi ha detto...

formate la neve!

2 ipotesi
perche no ha piu il tempo di farlo nell'orario di prima....

the prince of Prague

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Innanzitutto un bentornato al vicesindaco di Budapest con delega alle biografie,l'ineffabile Daventi.
Svelo l'arcano: nel 2008, mi son detto nel primo quarto d'ora dell'anno guardando il mio 15° bicchiere di spumante, devo smettere di far qualcosa.Ci ho provato coi vizietti,mi son tradito alla seconda ora dell'anno nuoco.Allora smetto di cambiare l'ora di aggiornamento del blog!
Geniale,no?

Gaia/nè ha detto...

Anno bisestile,piccole rivoluzioni di stile...e da lettrice voglio diventare "commentatrice" del blog...(in realtà mi volevo proporre come velina,come sostituta della bionda in dolce attesa,ma madre natura non è stata tanto generosa...)
Un saluto a te,Fabio,sindaco,mecenate e tanto altro ma non si dice..proprio su una tua poesia voglio lasciare il mio primo commento...perchè mi
ricorda le giornate di inverno,i tentativi di bambina di afferrare i fiocchi di neve,li rincorrevi battendo le mani,ma quando le aprivi non c'era più niente,sciolti,spariti...capita anche quando si è grandi...traditrice la neve,inafferrabile...
ciao nè!
Gaia

Anonimo ha detto...

Da bambino rischiai di morire causa assideramento da neve...mi piaceva troppo giocare con lei e volevo evidentemente sentirmela addosso nella carne.
Oggi mi mette malinconia, era tanto che non la sentivo così...come ti capisco sindaco!
Continui a girare, vuoi i fiocchi in faccia, fumi, pensi che ogni anno che cade c'è n'è sempre uno diverso a camminarci dentro.
La malinconia ti fa sentire piccolo, meschino, fastidioso...bere o staccare il cervello e lasciarsi stare...lasciarsi cadere come uno dei tanti fiocchi di neve del cazzo.
Gianluca

alessio caccavale ha detto...

bentornato da20. Per colpa della neve oggi mi sono sentito come nonna papera,ho dovuto prendere quattro mezzi, corriera inclusa per giungere a Sorbolo, inutile paesino del parmense per lavoro. L'ultima volta che scrissi qualcosa sulla neve era una canzone cazzo di neve, non si può dire certo allegra,Ho visto la neve dell'alta europa, vi assicuro che è diversa, più forte compatta, da sicurezza, non si liqueva e viene investita dalle macchine come questa. Penso che nella neve del nord le macchine ci possano correre come sull'asfalto, senza sbandare. Il sole non la scioglie, la scalda e la esalta, ho fatto 800km con il bianco gelo di fianco, ero estasiato.
Chiudo con un verso proprio di cazzo di neve: valevano più gli ultimi fiocchi di questo deserto d'animo.

La frase finale è assolutamente un gol dalla bandierina del calcio d'angolo. alla Maradona.

Hai fatto bene a toglierti il vizio dell'ora del blog, io per l'anno nuovo volevo come te togliermi il vizio del bere, invece ho deciso di usare lo scotch invece della colla in tutte le circostanze, anche la scotch ale se sarà necessario. Un bacio

John'S ha detto...

L'oras è statas spostatas perchès ios possas venderes l'animas als blogs.....

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Un benvenuto particolare a Gaia...rose di Dino Campana,"nè" preferito e tanto altro ma non si dice,e poi buon anno a Gianluca,torna in Brianza appena puoi ciuffo incomparabile!

Anonimo ha detto...

Bimba che gioca coperta di neve
spunta il crine come su latte miele
il viso come profumo di mele
gioca serena che nulla a Dio deve

con gli occhi di ghiande m'osserva leve
e già scolpisce la funerea stele
dicon le mani come bianche vele
che la vita mia dovrà esser breve

ma attenta bimba che giochi col ghiaccio
ti costerà caro il freddo silenzio
quando arderà fuoco come assenzio

perchè alla gola ti stringe un laccio
che ti trattiene dal dire parole
con la neve ti scioglierai al sole