venerdì 4 gennaio 2008

Poesia del giorno: John Sbranza


Seregno, notte!
(per Matteo e la sua Cremona)

Quel che mi rimane, dopo tutte le bollette
è guardare quant’è bella la mia Seregno
fuori dalla finestra, di notte
Tutto il resto è già fottuto
gli ideali
il lavoro
il Rispetto
inutili conseguenze d’una vita sregolata
che non sono io né i miei rancori
che non corrono con me
per la mia sensibilità
Il mio scorcio sulla strada
è immutabile certezza che non cambia
ovunque io la guardi
perché è già ciò che penso
Ed anche se dovrò rinunciare alla perfezione
qualcuno facendolo per me
non fermerà la corsa all’esistenza
io la fretta l’ho già scontata
Ed ora che rimango
col mio collo di bottiglia
posso solo tacere la mia voglia di star male
che solo Arno sa tacere..!
E’ difficile capirlo
ma non è così irreale
se lo si vive come me
(?)
Soltanto la notte regala soluzioni
solo lei è verità
tutto il resto è per chi non crede
e per chi ha paura
di scoprire chi è davvero.

(Dipinto di Donato Frisia, "Brianza", olio su tela, 1952)

9 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Secondo me una delle migliori di John, omogenea, coerente,dolorante e densa fino al gran finale metafisico.
Quest'anno vorrei tanto organizzare una cena a base di pietanze pregiate con i frequentatori di questo strano luogo.Pensiamoci su,in Brianza,in un rifugio,vino e poi chi vuole legge quel che vuole."A night with Budapest".

(principe di praga)da20 ha detto...

splendida!
è sempre un onore leggere versi di una certa portata....
grande john

un saluto a tutta budapest
e a una serata di follia che ci aspetta nascosta chissa dove nella notte buia

John Sbranza Junior ha detto...

Si può organizzare a Gravedona, zona Livo(entroterra)da Ivan De Piazza....SPECIALITA' SU ORDINAZIONE!

E' un posto irreale, e siccome spesso suonano orchestrine, potremmo organizzarci e fare qualcosa dopo aver mangiato 12283290kili di Brasato formaggi nostrani d'allevamento in altura grappe fatte da loro che sanno di mela ma sono forti come Assenzio!


Facciamoci Sapere(a doppio senso!)

Facciamolo!

John ha detto...

...Grazie!

ale o ha detto...

assolutamente pronto alla cena di budapest e gli amanti, appoggia l'idea di sbranza.
Soltanto la notte regala soluzioni
solo lei è verità...l'ho pensato diverse volte chissa se è vero.
Ed ora che rimango
col mio collo di bottiglia
posso solo tacere la mia voglia di star male.. questo invece è assolutamente vero.

Bravo johnny a cogliere le sensazioni che per ritotnare al pezzo di silver pozzoli, paiono li ad un passo da essere scritte, e invece sfuggono.

un bacio al miglior poeta contemporaneo per me, Jonh Sbranza.

Anonimo ha detto...

Io Johnny nn lo commento più perchè dico sempre le stesse cose...sei riuscito a tirare fuori delle sensazioni primordiali dell'uomo secondo me.
E poi mettere Seregno in una poesia vuol dire darci dentro e morirci dentro questi cristi di versi!
Non voglio aggiungere altro, se nn l'incoraggiamento a cambiare il meno possibile durante la tua vita.
Alla cena di Budapest ce vengo pure io, ottima idea.
Coome sto mmale, febbre vigliaccia, il ciuffo è ai minimi storici.
Bod Spencer

Therence Cri ha detto...

Tutti da Ivan De Piazza a celebrare la poesia!!
Gran bella poesia John. Soprattutto la seconda parte evoca immagini e senzazioni per me ricorrenti. Però credo che non sempre la notte regali soluzioni e verità...a volte regala semplici illusioni che di giorno fanno male quasi quanto la testa dopo una serata "Mobilieri".

Il Mio Cizio Inutile ha detto...

Peccato che io non riesca mai a trovare le parole per lasciare un commento. Maledetti Mobilieri, se continuate così rischiate quasi di farmi piacere la Poesia.

Anonimo ha detto...

che qua si legga di decadenza è poco ma sicuro...penso che blog come questi, pieni di parole lamentose e banali, utili solo a leccare le proprie ferite con autocelebrazione, spacciando per arte le proprie angosce tardo adolescenziali, blog come questi e pseudo poeti come voi non facciano altro che uccidere la poesia stessa. Siate umili e studiate, che la poesia non è ovunque. L'arte vera gronda fatica e sudore. Non basta spacciarsela da beoni retrò. Anche Bukowski avrebbe un pò di pudore.