giovedì 10 maggio 2007

Poesia del giorno:Baby Malinconia

Baby Malinconia


Questi versi sono figli di
camminate sbilenche, braccia a penzoloni,
battaglie perdute (perché mai cominciate),
sguardi che hanno sempre un motivo per restare
imperfetti,
mani che salutano da molto lontano
per non stringere (fa male),
gente che,lo so, non tornerà,
bottiglie stappate per festeggiarsi da soli,
mari del Nord e luci dell'Est(dove il sole ha paura di
sorgere ed è sempre più pallido),
piastrelle sporche e svariate vie crucis,
tombe in costruzione,
corpi di ghiaccio, parole a sproposito,
canti di cigni strozzati,
notti gialle, bicchieri, panchine, banconi,
periferie del mondo, del cuore,
Milano (i barboni, il serpente della metropolitana e le
case a forma di scatola),
fiumi grigi, nebbie dure,
tangenziali d’inverno,
semafori, sirene d’ambulanza,
occhi di vetro,
occhi iniettati di vino,
affondi ridicoli e poi
baci di ferro e poi
albe tragiche.
Questi versi sono figli di puttana,
quindi tuoi,
Baby Malinconia.

3 commenti:

John Sbranza ha detto...

Questi versi sono capolavori
di un vero uomo dell'oggi!
Questi sono i tuoi
anche per la mia puttana che sei!
Una straziante poesia che mi tocca il cuore
UN CAPOLAVORO!!!
Complimenti!

J.S.

Bak ha detto...

Lo ripeto,sentirsi dire da John Sbranza,emerito Cardinale,reverendo esperto di materie bollenti,risvegli drammatici e arcobaleni notturni,è un vero onore,o meglio,un onore vero

Laura ha detto...

Bellissima,complimenti!