giovedì 25 ottobre 2007

Poesia del giorno: Erminio Giunta


Walking back again

Cullami madre
ribelle e ubriaca
breve è la sosta
prima del ritorno
a una patria diversa
a una casa lontana
a una terra che oggi
mi chiama per nome.
Accarezzami i capelli
con dita di vento,
lo vedi madre
che stanno crescendo?
Ben presto potrai afferrarli
lontana come sei
e posarci parole
che arrivino a me
come segreti appena sussurrati.
Ma ora non guardarmi,
madre ribelle,
madre ubriaca,
mentre goffo ed incerto
muovo i miei passi
verso un mare
profondo e lontano.
Dimenticami ora
almeno un momento
che io sia soltanto
un ombra perduta
una lagrima solitaria
che cade nel Clyde.

9 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Questa poesia è meravigliosa, come la notte milanese appena trascorsa, densa di poesia pura come nemmeno la cocaina colombiana.
A te Naviglio,cin cin.

J.Sbranza ha detto...

Molto profonda...come se le parole fossero scandite da un moto di corsa incestante e professione, di una decisione umana di vita senza confini di tempo.
Come se dicesse "aiuto" ma senza lamento, con dignità e soffice voglia di sentire ancora un'emozione che nn vale più come la volta precedente...

J.Sbranza ha detto...

.....Corro a lavarmi con le pompe idranti dell'autojet, ieri ho baciato un pesce-gatto!.......Che SCHIFO!
LE MEZZE SCHIFOSE DOVREBBERO STARE A CASA!

Anonimo ha detto...

johnny latin lover!!

Peter Pan ha detto...

la vita è come una calzamaglia, è verde.

Peter Pan ha detto...

la vita è come una calzamaglia, è verde.

J.Sbranza ha detto...

Ieri sera mi è capiutato di assistere alla lettura di una poesia di OTTO ed è stato veramente spettacolare....Lui a recitarla è stato allucinante e le parole sudavano, sudavano, sudavano...

Grande OTTO!

Il Mio Cizio Inutile ha detto...

Mi spiace essere obbligato a perdermi qualche vostra serata.

Ho un amico valtellinese di nome Gieims Giois che ha appena scritto una raccolta di racconti interessantissimi intitolata: "Gente di Dubino-SO-". Magari potreste fargliene leggere uno in piazza a Modena, lui è disponibilissimo e in più sa fare molto bene i Pizzoccheri.

Ora una cosa seria: boicottiamo quel fottuto figlio di mignotta e pseudo-artista di Guillermo Habacuc Vargas; che la fame e la sete lo conducano ad una morte lenta e atroce!!!!

Ilpoetadelgiorno aka Mino ha detto...

Mi sembra anche giusto far notare che è la prima poesia non anonima
di Alvaro de Campos!