mercoledì 12 settembre 2007

Poesia del giorno: Alvaro de Campos da Milano


Lisbona silente
riempie le mie notti di solitudine,
scorro col dorato Tago
le ripe scoscese
del mio animo insonne,
salgo il rossio
con innocenza d'infante,
perdendomi nel cielo
abbagliante e stellato del mio barrio,
cerco inutilmente
con parole dolci e scanzonate
di sedurre sirene
schive e perdute
mentre splendide e indifferenti cavalcano
fuggenti onde verso l'oceano,
che calmo e infinito
irride il mio inerme desiderio.

10 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

A voi un poeta amante di Pessoa:benvenuto a Budapest.E bentornato al blog di Cizio,che trovate fra i link e che vi invito a visitare(sei sempre troppo buono e generoso maestro).Se riesco metto l'immagine al post,ma forse il computer è arrabbiato con me perchè non sono ubriaco...bah,la vita a volte è una cosa sadica.
'notte/'giorno fiori.

Anonimo ha detto...

praga è vicina!
molto vicina, sarà un'ultimo dell'anno fantastico, la magica praga mi terra in grembo, cullandomi tra le onde della moldova. dal ponte carlo guardero il fiume bevendomi una scura e brindero a questo prossimo nuovo pieno di speranze 2008..

praga, quanto tempo siamo stati divisi ma ora la congiunzione mi fara solo bene(bere)....

salute!!

da20 mentre si butta con il bungie jumping dal ponte carlo con un chupito in mano, senza farlo cadere verso il basso!

dimenticavo.
molto interessante la poesia di oggi.

John scalzato dall'editore ha detto...

Terzo etronimo di Pessoa,(grande stupefacente indiscutibilmente genio Pessoa) è la sua parte più "futurista" e la più "sperimentale" con il quale da origine al Modernismo.

Un'altra molto bella:


Non ho mai conosciuto chi abbia preso legnate.
Tutti i miei conoscenti sono stati campioni in tutto.

Ed io, tante volte spregevole, tante volte porco, tante volte vile,
io tante volte innegabilmente parassita,
inescusabilmente sudicio,
io, che tante volte non ho avuto la pazienza di fare il bagno,
io, che tante volte sono stato ridicolo, assurdo,
che ho involto pubblicamente i piedi nei tappeti dell'etichetta,
che sono stato grottesco, meschino, sottomesso e arrogante,
che ho patito oltraggi e taciuto,
che quando non ho taciuto sono stato più ridicolo ancora;
io, che sono riuscito comico alle cameriere d'albergo,
io, che ho sentito lo strizzar d'occhi dei facchini,
io, che ho commesso vergogne finanziarie, chiesto prestiti senza pagarli,
io, che quando venne l'ora del cazzotto, mi sono rintanato
fuori della sua portata;
io, che ho sofferto l'angoscia delle piccole cose ridicole,
io verifico che non ho eguali in tutto ciò in questo mondo.
Tutta la gente che conosco e che parla con me
non ebbe mai un gesto ridicolo, non patì mai oltraggio,
non fu mai se non principe - tutti prìncipi- nella vita...

Volesse il cielo che udissi da qualcuno la voce umana
che confessasse non un peccato, ma un'infamia;
che raccontasse, non una violenza, ma una viltà!
No, sono tutti l'Ideale, se li odo e mi parlano.
Chi c'è in questo vasto mondo che mi confessi che una volta è stato vile?
O prìncipi, miei fratelli,

orsù sono stufo di semidei!
Dov'è che c'è gente nel mondo?

Allora sono solo io vile e fallace su questa terra?

Potranno le donne non averli amati,
possono essere stati traditi - ma ridicoli mai!
Ed io, che sono stato ridicolo senza essere stato tradito,
come posso parlare coi miei superiori senza titubare?
Io, che sono stato vile, letteralmente vile,
vile nel senso meschino e infame della viltà.

Alvaro de Campos

..................

Anonimo ha detto...

Bella.
Intima e mai patetica.
Immagini ben equilibrate sia concettualmente che musicalmente.
Ora per non essere confuso con il pessoa modernista(come insegna il buon john) rivelaci il tuo nome, questo pezzo lo merita.
miguel

Baud ha detto...

Johnny è bellissima!...riesce a trasmettermi la schifezza e allo stesso tempo la dolce inevitabilità dell'essere vile.
Chi è considerato vile rispetto agli altri l'unica cosa che ha di spregevole è una sincerità all'eccesso.
Dove sono le persone vere?...sono tutti froci con il culo degli altri!
Ciao Johnny

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Miguel,sapevo che ti sarebbe piaciuta.Bravo Johnny che fai i commenti più culturali del mondo,ciao Bodlèr!Curo le foglie,saranno forti,se riesco ad ignorare che gli alberi son morti.
Maestro Cizio,ci aspettiamo delle perle dal tuo blog(compreso Miguel Bosè),buona giornata a tutti!

Anonimo ha detto...

bella jhonny

ottimo questo pezzo

mi rispecchio in alcuni versi
e mi accorgo di quanto molte volte mi son trovato solo in questo mondo fin dalla nascita quando sono morto.
e nella seconda mia rinascita pieno di dubbi e sbagli intorno a me tutti sembrano perfetti cercando di nascondere i difetti i miei son ben visibili e non son mai stato il top in niente neanche nel peggio!
un essere qualunque che cerca di migliorare.
ho un vuoto dentro colmarlo è molto difficile solo la tristezza a volte assorbe questa mancanza.


morte verde mi assale
bang.

da20

Il Mio Cizio Inutile ha detto...

Oggi Il Mio Cizio Inutile propone un tributo all'immenso Joe Zawinul, scomparso ieri... Sono triste.

Anonimo ha detto...

Grazie Miguel,il tuo commento mi onora!
Alvaro de Campos

ALE O? ha detto...

cazzo santo se non avessi letto la firma avrei pensato ad un pezzo di Miguel.Bene bravo Alvaro,bella musicalità soffusa e gran bel testo semplice, concreto e non scontato.Miguel e Alvaro i due bomber della penisola iberica.