martedì 18 settembre 2007

Poesia del giorno: Gianluca Grasso


L’abbandono


Orribili rumori stanotte al giardino botanico
Smeraldi colori squarciati dal sangue nero
Il verde labirinto è sfumato sfinito nel panico
Ed io che mi sento estromesso da tutti loro

Ne vado fiero
Di questo fottutissimo abbraccio.
Di questo amplesso triste quanto solitario.
Del tempo che sporca e pulisce rendendoti straccio.



…..gli ingranaggi delle tenebre mi violentavano.
E le loro ombre come gambe agitate mi scalciavano sempre più in basso.

Eco di urla. Domandavano lei.
Poi solo i singhiozzi di un funereo silenzio.

15 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

non so se sia il testo di una canzone o di una poesia,tanto per questo splendido autore e per john sbranza,non vi è alcuna differenza.
'notte/giorno fiori

...la verità ti fa male lo so... ha detto...

Due giorni con i nostri cantautori...
Quando li obbligheremo a incidere tutte le loro canzoni?Sono due cantautori Fascisti!!!

Versi che giocano molto con i suoni e quindi (come ha scritto il nostro controllore di emozioni poetiche Bacco)non si può essere certi si tratti di un testo poetico o di una canzone...

"Del tempo che sporca e pulisce rendendoti straccio." Il mio fratellino ci delizia,in poesia o in musica,con l'efficacia della sua semplicità.

Torno a studiare per altri 5 o 6 minuti,per chiudere questa giornata come Dio comanda(color.....rosso!Ho vinto): SOBRIO e quasi studioso.

Cri

Cri e la favola degli esami del sangue ha detto...

P.S. Venerdì alle 21.30 in un locale,che non so bene dove sia e come si chiami(ma a questo ci penserà lui),il buon Bodlèr suona per la finale italiana del concorso "Rock targato italia".Non si può mancare ad un evento simile!

John S. ha detto...

"L'estromissione, ci regala sempre o quasi il riscatto desiderato e compiaciuto...come la belleza ci viene regalata dopo lo stupro interiore della nostra pazzia..."Del tempo che sporca e pulisce rendendoti straccio" è una frase stupenda, è una metafora Materiale, che da sensazioni Terrene..."Eco di urla" come a dire Vaffanculo scalciando, come ad essere precisamente Sporchi nell'idealizzare una sensibilità carismatica e romantica disillusa dalla quotidianità...
Molto bella, molto bella amico Gianlu.

Sei veramente bravo anche a scrivere poesie, non posso fare critiche quando la penna suda!

Ah, dimenticavo....
Secondo me anche nell'evento della musicalità(della poesia),
questa è una poesia che si differenzia dalle canzoni, anche se viagia su un binario parallelo, per la stessa differenza che c'è tra un libro(romanzo o che sia...) ed una canzone...e non sta nella lunghezza, ma in un CERTO TIPO DI SENSAZIONI DI SCRITTURA CHE CATTURANO L'ARGOMENTO IN UN DETERMINATO MODO:

Probabilmente se fosse stata una canzone, l'abbandono avrebbe avuto un ruolo più centrale come termine e analizzato più come metamorfosi del sinonimo, mentre qui si cerca il riferimento per il quale arrivare a sentenziare l'abbandono...
Spero di non essermi espresso di merda come sempre quando cerco di spiegare qualche cosa....

Ciao Gianluca, ciao tutti!

poEEEEEEEEta del giorno ha detto...

E' sempre un onore essere in questo punto di incontro telematico tra gente come Iddio comanda.
Questa non è una canzone comunque...ma un pezzo che descrive non troppo metaforicamente una sensazione dell'animo mio personale causato da un abbandono.
Cmq grazie per i complimenti e a venerdì se volete. www.rocktargatoitalia.net
Ciao Florin, ciao Johnny e a tutti quanti gli esilaranti

Anonimo ha detto...

bellissima gianlu
come sempre ispiri nuove sensazione forti...
la magia del pensiero è sempre ben accesa

da20 in partenza per roma

si va in capitale

J.Sbranza ha detto...

L'abbandono: (come sa miguel)

Il lanciatore di coltelli

A puttane il tempo...
a puttane i nostri sogni...
oggi il lanciatore di coltelli
si è disteso lungo il fiume
e guarda il cielo:
guarda il cielo come se dovesse
da un momento all'altro venir fuori Dio,
e si scatta qualche polaroid
che forse gli pubblicherà un tablid.
E a puttane pure il cielo...
che non c'è,
non è neanche vero...
oggi il lanciatore di coltelli
conta tutte le parole
e scrive "zero":
ho tentato tutto quello che ho potuto,
come l'ho potuto,
fino a non poterci niente,
ma tu mi conosci molto bene,
tu che mi sei stata sempre insieme
non confondermi mai,
non confondermi mai col vento e le stagioni
e non confonderti mai,
non confonderti mai con gli altri suoni;
e non mi mettere mai,
non mi mettere mai tra i cattivi o tra i buoni:
io sono solamente quel che sono
un vero lanciatore di coltelli...
Ma di tanto amore, di così tanto amore
io mi sento addosso quel profumo
che dà un petalo di rosa secco al sole,
vivo ancora l'illusione eterna di potere sbattere le braccia
e alzarmi in volo,
e tu che mi conosci molto bene
tu che mi sei stata sempre insieme
non confondermi mai,
non confondermi mai con i geni o coi coglioni
e non confonderti mai, mai, mai,
mai coi ciarlatani:
se ti verrano a dire, e ti verrano a dire,
che non so più chi sono,
rispondigli che sono ancora e sempre
un grande lanciatore di coltelli e il tuo uomo.

Canti Dai Mobilifici ha detto...

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento

un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore

fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate

io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai

Anonimo ha detto...

grandissimi oggi una piu bella dell'altra....
fantastica-mente

da20-

Anonimo ha detto...

in bocca al lupo per domani davEEEEEEEEEEEEEEEEEnti!!!!!!!!!1

s ha detto...

noi non ci conosciamo
ripenso ai giorni che perduti nel tempo ci incontrammo
alla nostra incresciosa intimità.
ci siamo sempre lasciati senza salutarci
con pentimenti e scuse da lontano.
ci siamo riaspettati al passo,
bestie caute, cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente la nostra parte di estranei.
ritrosie disperanti
pause vertiginose e insormontabili
dicevano, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
qualcosa c'è sempre rimasto
amaro vanto
di non ceduto ai nostri abbandoni.
qualcosa c'è sempre mancato.

cardarelli

PoEEEEEEEEEEEEEta del giorno ha detto...

Grande Johnny che aumenta la mole poetica del nostro salotto telematico!...splendida anche la poesia di Miguel, non l'avevo mai sentita nè letta. Nè un genio nè un coglione, tantomeno un ciarlatano. Bella!
Chi mi ha tirato in mezzo "Amore che vieni amore che vai" vive in un momento telepatico con me quest'oggi.
Continuo a pensare a quanto sia vero quello che dice quella canzone: me ne rendo conto per ogni donna che incontro.
Faber fuma e beve con noi!
in bocca al lupo DavEEEEEEEEEEEEnti

ALE O? ha detto...

Ci sono cose che sono canzoni e cose che sono poesia. Poi ci sono i cantautori, che stanno in un limbo di mezzo.e di questo noi abbiamo due autorevoli esponenti. John Sbranza e Gianluca Bodler. Ma la poesia è un fottutissimo calcio nel petto, la canzone una scarica di pugni. Ti stendono entrambi, ma diversamente. O sei Faber,allora è diverso ancora. Qui credo stia il senso, spero di essere stato chiaro.
Bravo Gianlu , sto lavorando per te.

cri e gli esami li faccio il 28 ha detto...

IN BOCCA AL LUPO DAVENTI...MA ATTENTO CHE "IL LUPO MANGIA TOSCANO"!!

Anonimo ha detto...

grazie ragazzi... vedro di essere in forma...
siete sempre i migliori!

attenti al lupo.. questo lupo che mi vuole mangiare.. ma io non sono toscano...
al massimo (ma chi è...) melo fumo un toscano pigiato alla vecchia maniera... maremma boia

da20