venerdì 21 settembre 2007

Poesia del giorno: da "Budapest"


L’ultima stagione

I miei giorni sono infezioni postume,
tutto qui.
Ho le labbra lordate dalle cicatrici,
ingannate, supplici.
Nessuno però se ne accorge,
che il vuoto fa l’amore
con l’ultima stagione.
Le mie guance stasera sono foglie ocra,
sbriciolate dentro le tue mani,
ora a pugni chiusi.
I miei occhi alberi nudi:
hai visto le loro braccia
gridare al cielo di un’altra estate
che marcia si fa buio,
e infine si fa tomba
nel respiro tuo
che inquina il mio?
Guarda quanto è futile il dolore.
Dovremmo essere felici.
E’ che la felicità
non l’abbiamo mai imparata.
Sono stanco,
uno scarafaggio
molto probabilmente
mi ha svaligiato l’anima.
Lo arresteranno…
Mi sogni qualcun altro,
lo faccia anche per te.

9 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Tema della notte scorsa lanciato da Ale O: come mi ero espresso in un mio scritto,"credo che la malinconia sia una forma di dolce sottomissione al dolore".
Kundera collega invece la nostalgia all'ignoranza: io soffro perchè ignoro che ne è di te.In spagnolo anorar...mas o menos...
Buona giornata fiori.

Anonimo ha detto...

Bella bella Fabio. Questa m'incanta.

tere

J.Sbranza ha detto...

Di nostalgia non si soffre per ignoranza, ma per inesperienza!

Molto bella la poesia, però credo che sia per metà, un pò troppo De Andreiana...(opinioni personali e non oggettive)
....In questo momento sto ascoltanto Vecchioni.
La canzone è Archeologia 2.
E' un misto del suo genio(Vecchioni), G.Paoli ma il ritornello è similissimo ad "Un matto" di Fabrizio...è inutile, dall'unico vero amico fragile,poeta,cantautore,autore,....si può solo arrivare ad imitare inconsciamente.
Perchè è troppo nelle nostre teste il capolavoro...

Ciao fabrizio...
Bella la poesia di Fabio...
John

il Quinto mondo ha detto...

Ricorda anche me atmosfere Deandreiane,quel vento malinconico che troviamo nei versi di Faber il Genio,per questo la trovo splendida,andrebbe musicata...
"...gridare al cielo di un’altra estate
che marcia si fa buio,
e infine si fa tomba
nel respiro tuo
che inquina il mio?"...

Finalista nazzzzzzziunale ha detto...

A me personalmente non evoca De Andrè...ma rientra nello stile personale del sindaco di Budapest. Io continuo a pensare che abbia un animo est europeo...e il fatto che abbia citato il più grande romanziere del dopoguerra nel blog ne è la conferma.
Milan Kundera riconduce la nostalgia all'ignoranza ed è vero ma aggiungendoci come solo lui sa fare la componente un po' lirica e un po' epica dell'enfasi del ritorno (Ulisse torna da Penelope perchè deve tornare, per dare un senso finale al suo viaggio...nient'altro...infondo ha amato Calypso per molto più tempo)e la componente estetico-empatica. Consiglio bibliografico importante: leggete questo libro "L'ignoranza" di Milan Kundera. A fine libro ho pianto. E' sempre bello scrivervi. A stasera per chi c'è...e grazie per la pubblicizzazione anche fotografica!

Anonimo ha detto...

bella sindaco di budapest...
la poesia di oggi mi ha particolramente colpito sopratutto la frase "... dovremmo essere felici, è che la felicità non l'abbiamo mai imparata..."
la trovo unidea geniale, questa felicita che rincorriamo da anni dal momento in qui emettiamo il primo respiro a quando rilasciamo l'ultimo sospiro con un apnea nel mare della tristezza.. inc erca dell'isola felice che ci trarra in salvo...

tornando dalla capitale
mi son perso tra le mie idee
qua dentro regna solo caos
non riesco più
a divincolarmi dal mio ego
sento solo pensieri densi
niente di liquido
da poter disperdere sul mondo...


da20-

ciao a tutti buona giornata

radiohead ha detto...

Finti Alberi Di Plastica

Il suo annaffiatoio verde di plastica
Per le sue finte piante cinesi di gomma
Nella terra di plastica finta
Che ha comprato da un uomo di gomma
In una città tutta di gomma
cerca di liberarsi
La consuma
La consuma
La consuma
La consuma

Vive con un uomo distrutto
Un uomo di polistirene incrinato che si sgretola e brucia

Faceva chirurgia per ragazze negli anni '80
Ma la gravità vince sempre
E lo consuma
Lo consuma
Lo consuma
Lo cooooooo

Lei sembra la cosa vera
Ha il sapore della cosa vera
Il mio amore di plastica finta

Ma non posso evitare il mio sentimento
Potrei esplodere attraverso il soffitto
Se solo mi voltassi e corressi
E mi consuma
Mi consuma

Se potessi essere chi vuoi tu
Se potessi sempre essere chi vuoi tu
Per tutto il tempo

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Grazie per le belle parole,Teresa domani protagonista sarai tu...
In bocca al lupo grande cantautore..e portiamo avanti il tema della nostalgia.Cos'è in realtà?
A voi nottambuli.

Il Mio Cizio Inutile ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.