mercoledì 6 febbraio 2008

Poesia del giorno: Lorenzo Andrea Paolo Balducci


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Silence please...
Sto seduto su una sedia impossibilmente alta,
è ridicola, certo, lo so.
E ho un vestito troppo serio, sudo,
mentre due terribili lustri mostri
gialli di sole colano sangue e rabbia ed eleganza per i vostri cuoringola
Chiedo silenzio con la voce di naso e senzautorità
irriso sotto i guanti e i cappelli costosi.
Alla signora coi grandi occhiali neri, chi piace?
Il giovane o l'esperto?
Poco importante, ho deciso che ha già perso.
Faccio così, seduto sopra il mondo
con la vita accanto.
Sono quello che alza e abbassa lo sfondo
non sono satana non sono un santo.
Sono quello seduto qua sopra.
E come finisca il gioco
lo decido io.
Game.
Set.
Match.

7 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

"seduto sopra il mondo
con la vita accanto" è un gran colpo di tacco.
Bravo Lois,guarisci nè.

da20 ha detto...

loooorrreeeeenzooo!!!

che fai ti ammali tu?

buona guarigione!!!!

lois (desperatehousewife) balducci ha detto...

Guarito!
Non ero moribondo ma nemmeno troppo un fiore: graziegrazie signor Sindaco
Stavo leggendo i commenti alla poesia di ieri, interessato al discorso che ultimamente si fa spesso: cosadebbafarelapoesia comesiafattalapoesia cosadebbaesprimerelapoesia
Premesso che non credo in una risposta assoluta e univoca, se leggo quest'ultima mi accorgo di un lato pazzesco: mi piace e NON mi esprime
Sono io sicuramente la voce narrante, e la sua frustrazione è la mia, ma quello che può permettersi di farlo è un potere che io non ho.
Ma sono sempre io.
Anzi, sono io al cubo, perchè scrivendola mi sono messo davanti agli occhi i miei desideri, e davanti agli occhi di tutti.
Assieme ai desideri ci ho messo le mie immagini, la mia storia, il mio modo di scrivere, tutto.
Eppure non sono io.
Almeno non secondo i canoni di cui si chiacchiera di solito.
Folle vero?

lois (odiomyspace) balducci ha detto...

ehm.... "ma quello che può permettersi di FARE"... ehm... ^_^

J.Sbranza ha detto...

Ci leggo frasi molto belle come "Chiedo silenzio con la voce di naso e sanzautorità"
e mi piacciono molto le unioni delle parole come SENZAUTORITA' E CUORINGOLA...molto fini!

Quel che mi "disturba" è il "momento"...sembra sia scritta "in secondo piano" senza essere stati abb."stanchi" per scrivere...
Purtroppo mi esprimo molto male sia dietro questo schermo che dal vivo, spero sempre di essere capito al meglio per non essere frainteso ma so che non è facile...

Quel che non mi piace sono le parole inglesi...le odio!

Io credo che in Poesia,visto che non adoro gli "schemi", si possa anche scrivere l'inglese in modo errato se proprio lo si vuole fare...Non per ignoranza, ma per "derisione" e "disprezzo" di una cosa che non ci appartiene, ma che ci hanno "costretto" ed inculcato a forza, che ci hanno sempre detto di imparare senza chiederci se noi volevamo...Che si imparino loro l'italiano!
So che è utilissimo ma mi prenderò una traduttrice!
Preferirei utilizzare il tempo per Imparare a suonare il Liuto!

Discorso strano e vario, ma il senso anche se può non trasparire cosi' facilmente perchè mi incespico sempre è che personalmente le parole inglesi non mi affascinano troppo...

Per "stupire" o "contrastare" avrei piuttosto messo alla fine o all'inizio un "Adesso tocca a me"

"Sottofondi di nausea"

....

lois (la lavandaia) balducci ha detto...

Doverosa osservazione la tua Johnny, anche se conosci la mia fascinazione per la lingua della Perfida Albione
Ma la chiave della poesia sono proprio quelle parole: "silence please" è il richiamo che gli arbitri di tennis esclamano al pubblico quando rumoreggia eccessivamente e si sta perdendo il controllo
"Game, set, match" vuol dire che la partita è finita, e qualcuno ha vinto quel gioco, in quel set, e la partita intera
Non so bene perché abbia sfogato la mia frustrazione di sabato in questo modo tennistico: ci avrò giocato quattro volte e le regole non le ho mai capite
Ma gli arbitri di quel gioco strano mi hanno sempre colpito

Anonimo ha detto...

grandissimi chinaski e pirini!