mercoledì 21 novembre 2007

Poesia del giorno: Danilo Pettinati


Poesia espressionista


E se proprio ora questo mio cuore
stanco all'improvviso di tanto battere
si fermasse?
Non il gin o la vodka
non l'asfalto nè la droga o l'amore
folle l'avrebbe ucciso ma la noia.
La noia assurda dei giorni già scritti
la noia mortale d'un avvenire
sfregiato chiuso inespresso.
Silenzio.
L'inciampo occasionale d'un istinto
forse un capriccio tradito.
Silenzio.
E se proprio ora questo mio cuore
pesante nel petto come un macigno
si fermasse?
Mi sveglierei domani
d'un colore più triste, solo al mondo
e randagio come un gatto.
Un urlo.

7 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Questi versi m'innamorano.

J.Sbranza ha detto...

Non mi aveva mai fatto leggere Poesie, ma lo ricordo ben "giocare" con i tasti del pianoforte nell'esporre i suoi sentimenti, rendeva attente le anime...
Bellissima "lirica" su una sensazione "dominante" che in tanti pensano e tu, proprio come facevi(allora) con la musica, hai espresso come meglio forse nn si poteva...

Grande emozione...
e benvenuto a Budapest, terra di tutti e di nessuno!

P.s. questa è un'espressione Poetica dove trovo riflessione, dolore e conseguenza..Queste sono parole che sudano, perchè scontano il prezzo "dell'aver provato realmente"(e non da dietro una siepe!) emozioni di vita reale...sono l'incanto di un genere progressivo, misto di tecnica audacia e soprattutto Sentimento(realtà).

daventi ha detto...

bellissima danilo
la noia è proprio il male che sta rovinando il mondo, uccidendoci piano piano piano in silenzio

grande!
saluti a tutti buona giornata

daventi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cri-"...quando devo decider qualcosa piove sempre.." ha detto...

Sarò banale, ma per me è semplicemente bellissima.
Senza parole o uno stile ricercato riesce ad emozionare. Versi che ti tagliano con estrema semplicità.

"La noia assurda dei giorni già scritti
la noia mortale d'un avvenire
sfregiato chiuso inespresso."

Ed anche la struttura della poesia è perfetta. Concordo con Johnny,hai espresso come forse meglio non si poteva le sensazioni che in molti(soprattutto tra i lettori di questo blog, credo) provano.

ALE O ha detto...

Penso che il colpo di tacco sia l'urlo finale, proprio quando si dovrebbe fermare il cuore (questa volta non in senso amoroso ma fisico per una volta), contrapposto al silenzio della vita noiosa. e bellissima...
L'inciampo occasionale d'un istinto
forse un capriccio tradito.
Quanti i capricci traditi, due colpi di tacco in una sola partita.
Danilo benvenuto a Budapest.

'Gambero rotto'
Santa maria della versa,direzione Zavattarello,colline dell'Oltrepò. Eccezionali bonarda e pinot nero a 2.50. Con degustazione e la rimanente parte della bottiglia regalata, utile per il viaggio di ritorno.Difficile arrivarci, contattatemi sul blog se andate da quelle parti per raggiungere la cantina Faravelli,è una casa normale che si tramuta in sublime cantina.
Io non lo adoro per genere ma il Moscato è ottimo

Anonimo ha detto...

per analogia mi viene alla mente l'urlo di munch, opera espressionista nota e piena.
E quasi mi sorprendo nel sovrapporre significati ed iconografia come un guanto che calza perfettamente e avverto i colori dileguarsi e vedo il volto di un uomo...e ascolto poi ad occhi chiusi...chè "l'essenziale è invisibile".

Complimenti all'autore el suo modo che tocca...

Irene L.