lunedì 5 novembre 2007

Poesia del giorno: Gianluca Grasso


L'alcolista

Putrido di sentimenti viola
Inzuppati di vino
CEMENTO

Le case degli altri
hanno tutte
Una cassetta per la posta.

(...come se qualcuno sapesse scrivere)

Degrado Regredito
Nausea come puzzose calze bucate
Di una prostituta bicentenaria

E domattina sconfiggerò le lame
Affilate come il sesso
Di una vita che esterna al mio corpo
Mi artiglia al collo.

Brindate alla morte da quando siete nati
E non siete nemmeno ubriachi.

Smetti di crepare che io mi adeguo!

11 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Signori e Signorine:
Bodlèr!
Tema della settimana: IL RIBELLE.

daventi ha detto...

grande bodler!

luendi poco dinamico, molto statico e fermo dentro se stesso, nasce dalle ceneri di una domenica come altre ma sempre diversa in particolari a volte suerfciali a volte piu intensi ma sempre piccoli momenti unici...
buona giornata a tutti i ribelli
guerrieri della luce...
combattiamo per nostre cause perche altrimenti non saranno piu nostre!

J.Sbranza ha detto...

Io credo in due forme di poesia:
-Una è quella "maledetta" con forme e sintassi regredite dal "male di vivere" e le quali credenziali tecniche siano appunto "più umane e significative" che espressivistiche.
-L'altro è quello delle belle forme concettualizzate (Es.Michele Simone)che si muove con virtuosismo, lo stesso della sua chitarra fra le note melanconiche ed umanistiche delle sensazioni.

Io credo che Il MIO AMICO Gianluca sia riuscito a fondere in un'unicità straordinaria due concetti poetici entrambi veritieri:

Il Poeta che è poeta perchè scrive di una penna, senza mai citarne nome come oggetto ne insignendone mai il significato, e l'altro che descrive quello che vive fregandosene delle molte"non tutte" cazzate letterarie, dogmi tecnici e imbarazzanti e inutili prescritti classicistici(e questo non rigarda per nulla Michele Simone).

L'alcolista è la sfaccettatura di una o più persone che la gente non vorra mai vedere nei propri occhi perchè tradita "dall'innocenza" e dalla sconfitta della comunità circostante...

Solo sputando sulla faccia delle persone, queste si accorgono di te...e di quanto tu stia male...

J.Sbranza ha detto...

Gianlu, quando io stavo male dibrutto, adesso vivo solo la mia "normale solitudine", tutte le sere per l'icazzatura del pensiero "Porca puttana perchè proprio a me" mi ubriacavo costantemente, e conta che prendevo pscikofarmici abb.pesanti come il Sereupin(che tra l'altro era un prodotto un pò particolare e mezzo sperimentale) e la mattina quando mi svegliavo non ti dico....

Era come se tutti i risvegli fossi li per annegare, buttato in mezzo a chissà quale mare e stanco di starmene a golla volevo soffocare sott'acqua ma poi ad ogni tentativo temevo il dolore, la sofferenza della "morte"....
Ora se mi bevo tutto per troppe sere, la mattina non mi sveglio un fiore ma solo con una piccolissima parte di quelle sensazioni...certo non piacevoli, le conosciamo tutti benissimo; ma quella parte di poesia "Domattina sconfiggerò.....MI ARTIGLIA AL COLLO..."per me ha quel mio significato personale...

E' dura credere in bei presupposti, ma ogni tanto bisogna provare e riuscirci...
Io c'ho provato e ci sono riuscito poi di nuovo mi sono fottuto...ma da solo, forse perchè ci piace essere vittime dei nostri peccati....

Ciao Grandissimo!

Anonimo ha detto...

l'essenza dell'alcol (triste) è il lunedì pomeriggio sotto il cielo autunnale di Milano.

ALE O ha detto...

e' da molto che penso che solo le case degli altri hanno la casella di posta, altrimenti non si spiegherebbe perchè sia sempre in attesa di una fottuta lettera, un messaggio. E' l'unica.
Per quanto riguarda il tema del giorno, il ribelle, penso quello che ho detto durante le prove di lunedi scorso dei mobilieri, cioè che siamo dei disadattati sociali, perfettamente integrati nella società, per cui andiamo bene perchè siamo frivoli e non rompiamo il cazzo a nessuno.
Questo però cambierà....

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Io penso che ribellarsi veramente equivalga rinunciare alla perfezione. La vita ci chiede di continuo di aspirare ad obiettivi ed ideali che puntualmente si rivelano irraggiungibili.Ribellarsi alla vita vuol dire rinunciare e desiderare quel che si ha.
Tanto è inutile affannarsi e correre per possedere,perchè tutto se ne va. Non c'è scampo,quindi ribelliamoci all'essenza dei desideri, sempre e comunque vani.
Bacco Zen.
Se c'è qualcosa che sia per sempre, fatemelo sapere.
p.s. Sono aperte le iscrizioni ai corsi "Buddismo in salsa verde" tenute dal famoso monaco tibetano Bakzèn.Costo del corso: 1 cassa di Peroni da 24.

Anonimo ha detto...

Nerone prende lezioni di cavallo da Seneca. Indispettitosi per i rimproveri del maestro, Nerone col suo cavallo salta il recinto e se ne va.
Ritorna al tramonto.
Seneca, deluso dalla fuga del suo giovane amico, ne rimane addirittuta affranto al suo ritorno:" Nel momento in cui te ne sei andato ho pensato tu fossi un ribelle. Dispiaciuto per il tuo comportamento irragionevole, ero comunque contento da un lato perchè quel gesto era il segno che qualcosa ti ho insegnato. Un ribelle salta il recinto e continua a saltare recinti, senza sapere di essere tale."

otto ha detto...

Più e più volte ho gridato:" E' per questo che io dico
che lui è unb poeta! E' per questo che io dico che lui
è lirico!".
E non mi stanco di gridarlo ancora.
Come giudicare oggettivamente una poesia del genere?
Come giudicarla dopo aver vissuto insieme a questo
grandissimo poeta alcune delle più grandi esperienze
della mia vita?
Esperienze fatte di alcol, donne e maledizione.
Esperienze in cui i paradisi artificiali hanno
illuminato con una luce carica di nulla e gozzoviglio,
la nostra allegria euforica perchè tragica, le nostre
donne amate perchè disprezzate, o semplicemente le
chitarre che vibravano di rime imperfette, e che il
nostro poeta ha provato ad ubriacare di amore per
donne mai nate, più di quanto egli stesso fosse
ubriaco di vino.

Canta poeta, canta! canta finchè sarai molesto! E dopo
di che canta ancora!

J.Sbranza ha detto...

Anarchia rivoluzione, le bandiere della pace(?)...la mia unica contestazione è FARE QUEL CHE PIU' MI PIACE!
(G.Grasso)

Anonimo ha detto...

GIA'