giovedì 1 novembre 2007

Poesia del giorno: John Sbranza


ESSE

Prima, pensavo che i valori migliori fossero
soffocati dell’impossibilità del redimerli
Ora, parlo spesso di sensazioni illuminanti che ti strappano dentro
e ti fanno impazzire
Cos’è la libertà di esprimersi se non il movimento stretto e costante
fra il pensiero e l’azione
Non l’avranno più la guerra!
Avranno cazzi di gomma sulle scrivanie e libri da bebè da sfogliare
come materassi
E cosi’ che capiranno l’ironia!
Con i cazzi infilati su per il culo e i deserti di spoglia comprensione
che non hanno mai conosciuto.
E pensare che credevo alle favole anche se nessuno mai,
me le ha raccontate
Il mio letto di disperazione è tra il muro ed il cielo,
è cosi’ che la notte faccio sogni di nebbia in cuori d’amaranto
Il crimine permesso è quello di credersi razionali
è cosi’ che si finge e si scrive
nel modo peggiore.

4 commenti:

J.Sbranza ha detto...

Ogni giorno c'è un motivo per svegliarsi, una solitudine da pensare, un cuore debole da costruire...
Ogni giorno abbiamo l'esatta consapevolezza che è meglio essere singoli e rubare, che essere dipendenti da un fisso mensile(che non ti riempie d'ironia!)

.....

Viviamo sognando, Moriremo per il troppo lavoro....

.....

"Cristo", beato lui che non ha mai fatto un cazzo!

J,Sbranz...a ha detto...

Non c'è vita "fra guerra e pace"...siamo in costante conflitto con la parte buona e la parte cattiva di noi stessi!

E' troppo complicato, perchè pensare, perchè impazzire, tutto può essere più facile, il problema è che poi diventerà troppo banale!

+++++
-----ossessione, paranoia, instabilità!!!!!!


BLE!

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Godetevi questa poesia che nella parte centrale a mio parere esprime il suo succo d'animo.E buona festa,santificazione dei Santi,etc...

Bodler doppio malto ha detto...

Anche se questa, a parer mio, non è una poesia ma una prosa poetica, non posso che ribadire il mio attaccamento e sofferenza per le tematiche trattate da grande Johnny.
Cazzo di gomma e su per il culo penso siano le bastonate più poetiche di questa prosa, che a tratti (nel finale) tocca il filosofico.
Ma Johnny è un vero anarchico e, per quanto mi riguarda, è sempre un piacere trovarsi a leggere qualcosa di suo.
Qualcuno, non ricordo chi, lo ha definito post-beet una volta (o parlando con me o per iscritto, non ricordo)...secondo me è un anarchico con presupposti patologici alla creazione poetica (ma questo vale anche per le canzoni)...e questo per me è un gran pregio artistico.
Finchè non se ne può più
Vita mia
(?)
A presto bellissimi!