venerdì 16 novembre 2007

Poesia del giorno: Erminio Giunta


Bahglan

Passi nella testa
mi stordiscono
se penso agli uomini che camminano
ai frutti che marciscono
veloci prima ancor
di vedere il sole
che esplode di luce bianca
in questa mattina d'autunno.
Mi avete colpito alle spalle
avete lasciato la mia carne
in mezzo ad un deserto
per ridere delle forme
e degli odori
della sua putrefazione,
e come me tanti altri,
ogni giorno
sono avvolti da questa spirale
lenta, di sabbia
che acceca e dissolve
vite prematuramente troncate
frutti acerbi
che maturano e muoiono
in esplosioni di colori
silenziosi.

11 commenti:

Fabio Paolo Costanza ha detto...

Sono davvero contento nonostante non riesca a muovere le gambe.Il Quartiere Latino virtuale dà grandi soddisfazioni,tra dibattiti accesi,contestazioni e complimenti.E' giusto così.
A voi Erminio, ottimo poeta di Scozia.Che il destino ci protegga: il mio ultimo desiderio sarà sempre e comunque una grappa.
Poesia e lotta,niente politica,d'accordo.
Ma cosa possiamo fare?

daventi ha detto...

ottima questa mi piace, traspare molto l'amarezza di essere tradito dal mondo sopratutto dai potenti ma anche di chi sta intorno, chi dovrebbe prendere decisioni, etc..

questa è la mia opinione, spero che il senso che voleva dare a questa poesia il buon Erminio sia proprio questo o almeno sia vicino.

buona giornata finalmente è venerdi!!!!!!!!

daventi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

é passionale, e questo modo di "versificare" assume quasi una dimensione narrativa...mentre svolge una dimensione sia intima che esteriore al sè.

Complimenti all'autore.

Irene L.

L'Arconte ha detto...

Mi piace molto, anche dopo la morte l'acredine del tradimento urla dai tuoi versi.

Fabio Paolo Costanza ha detto...

bella l'immagine dell'"Acredine del tradimento".

Cri, lo spacciatore di vodka ha detto...

Molto bella.
Più che un'accusa ai potenti io sento un'accusa all'uomo in senso lato,la totale mancanza di rispetto per la vita umana. E poi mi piacciono le poesie che evocano immagine forti, crude.


Ho appena letto di una nuova data dei mobilieri a Genova in un "Enolibreria" e la cosa mi spaventa alquanto...

Anonimo ha detto...

Good morning Brianza, come al solito aleggia la malinconia su questa terra ormai Vietnam del sentimento!Volevo complimentarmi con Mino per la capacità di evocare immagini forti, per descrivere la caducità della vita nel suo lato violento.Invece io spesso mi trovo a descrivere la caducità della vita nel suo lato immobile e ossessivo. Oggi sulla Roma dei cesari e dei papi piove,sembra un po' più brianzola,ma il Tevere non è il Lambro!Semper purus Mazzo

J.Sbranza ha detto...

"Il divoratore di immagini in movimento"...Molto spinta e decisa...Non mi fa strappare i capelli perchè nonostante il senso deciso e i versi "sputati" in faccia a chi legge(molto bravo), ha uno spunto che non mi fa impazzire...Comunque molto bella!

Grande Erminio!

Il Mio Cizio Inutile ha detto...

El derecho de vivir,
poeta Ho Chi Min,
que golpea de Vietnam
a toda la humanitad,
ningún canón borrará.
El surco de tu arrozal,
el derecho de vivir en paz.

Indochina es el lugar
más allá del ancho mar
donde revientan la flor
con genocidio y napalm.
La luna es una explosión
que fonde todo el clamor,
el derecho de vivir en paz.

Tío Ho,nuestra canción
es fuego de puro amor,
es palomo e palomar,
olivo del olivar,
es el canto universal,
cadena que hará triunfar
el derecho de vivir en paz.
- Victor Jara -

Mino ha detto...

Mi fa piacere il commento di j.sbranza, non è facile trovare qualcuno che non commenti solo per dire "ma che bella! ma che bravo!",
proprio per questo vorrei che mi spiegassi un po' secondo te cosa c'è che non va nella poesia, mi potrebbe essere utile!